Direttiva SEVESO III

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Perché SEVESO

L’incidente di Seveso è stato l’elemento propulsivo affinché gli Stati dell’Unione Europea decidessero di dotarsi di una politica comune in materia di prevenzione dei grandi rischi industriali.

La direttiva europea 82/501/CEE denominata “direttiva Seveso” (recepita in Italia con il DPR 17 maggio 1988, n. 175) impone agli stati membri di identificare i propri siti a rischio.

SEVESO III

Il 4 luglio 2012 è stata emanata, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, la direttiva 2012/18/UE (cd. “Seveso III”) sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. – Fonte: sito Ministero dell’Ambiente.

L’aggiornamento della normativa comunitaria in materia di controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose è, in primis, dovuto alla necessità di adeguare la disciplina al recente cambiamento del sistema di classificazione delle sostanze chimiche. Tale cambiamento è stato introdotto con il regolamento CE n. 1272/2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura ed all’imballaggio delle sostanze e delle miscele, al fine di armonizzare il sistema di individuazione e catalogazione dei prodotti chimici all’interno dell’Unione europea con quello adottato a livello internazionale in ambito ONU (GHS – Globally Harmonised System of Classification and Labelling of Chemicals).

Disposizioni della direttiva

La nuova direttiva prevede diversi requisiti:

  • il censimento degli stabilimenti a rischio e l’identificazione delle sostanze pericolose
  • la stesura e l’esposizione di un piano di prevenzione e di un piano di emergenza in ogni stabilimento a rischio
  • la cooperazione tra i gestori
  • il controllo dell’urbanizzazione attorno ai siti a rischio
  • l’informazione degli abitanti delle zone limitrofe
  • l’esistenza di un’autorità preposta all’ispezione dei siti a rischio

In Italia il controllo dei siti a rischio è affidato alle agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPAVigili del fuocoCTR).

La Direttiva 2012/18/UE (cd. “Seveso III”) introduce alcune le principali novità: migliorare e aggiornare la direttiva in base alle esperienze acquisite con la Seveso II, semplificarne l’attuazione nonché ridurre gli oneri amministrativi; garantire ai cittadini coinvolti un migliore accesso all’informazione sui rischi dovuti alle attività dei vicini impianti industriali “Seveso” e su come comportarsi in caso di incidente; garantire la possibilità di partecipare alle decisioni relative agli insediamenti nelle aree a rischio di incidente rilevante e la possibilità di avviare azioni legali, per i cittadini ai quali non siano state fornite adeguate informazioni o possibilità di partecipazione. Maggiori dettagli: Fonte sito Ministero dell’Ambiente.