Responsabilità Amministrativa – D.lgs 231

Il D.Lgs. 231/01 riguarda gli enti privati, le società di persone e di capitali, le ditte individuali, le associazioni e gli altri soggetti dotati di personalità giuridica di una pesante responsabilità diretta, per i reati commessi da propri dipendenti e organi interni.

Con particolare riguardo alle società di capitali, gli amministratori hanno il compito di adottare sistemi di controllo idonei a prevenire il perpetrarsi delle condotte illecite sanzionate penalmente dalle leggi vigenti.

Il D. Lgs. 231/01 rientra, infatti, in una politica che va definita proprio dagli organi di gestione, in ossequio alle norme del codice civile, che impongono la cura e la vigilanza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile (art. 2381, co. V e 2403 c.c.).

La verifica dell’esposizione al “rischio 231” non è, dunque, un’attività meramente discrezionale, ma un vero e proprio obbligo che grava su di loro nell’ambito del più ampio dovere di agire con diligenza imposto dalla natura della funzione (art. 2392, co I, c.c.).

Per assolverlo, l’organo di gestione deve svolgere un’opera di Risk assessment molto incisiva, individuando le aree ed i settori aziendali nell’ambito dei quali possano tenersi condotte illecite.

L’adozione e l’attuazione di un codice etico e di un modello organizzativo idonei, nonché la nomina di un organismo di vigilanza, eventualmente anche interno, liberano società ed enti da ogni responsabilità o, quanto meno, riducono sensibilmente il rischio di vedersi infliggere gravi sanzioni.

Pongono, inoltre, gli amministratori al riparo dal pericolo di essere chiamati a rispondere di un’inerzia che si concretizzerebbe in un’omissione gravemente colposa.

L’accertamento della responsabilità del soggetto giuridico comporta, infatti, l’irrogazione, nei suoi confronti, di gravi sanzioni, interdittive e/o pecuniarie (fino al blocco dell’attività o alla nomina di un commissario esterno), nonché la confisca del profitto del reato e la pubblicazione della sentenza di condanna.

I reati, anche solo tentati (c.d. reati presupposti), che fanno scattare la responsabilità sono:

  • delitti contro la pubblica amministrazione: corruzione e concussione;
  • delitti contro il patrimonio e contro l’inviolabilità dei segreti: indebita percezione di erogazioni, truffa e frode informatica ai danni dello Stato e di un ente pubblico; delitti informatici e trattamento illecito di dati; ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita;
  • delitti contro l’ordine pubblico: criminalità organizzata;
  • delitti contro la fede pubblica: falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo;
  • delitti contro l’industria e il commercio: turbata libertà dell’industria o del commercio; frodi; illecita concorrenza; vendita di sostanze alimentari non genuine e di prodotti industriali con segni mendaci;
  • reati societari: false comunicazioni sociali; impedito controllo; indebita restituzione dei conferimenti; illegale ripartizione degli utili e delle riserve; illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante; operazioni in pregiudizio dei creditori; indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; illecita influenza sull’assemblea; aggiotaggio; ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza;
  • reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico (incluso il finanziamento ai suddetti fini);
  • reati contro la persona: mutilazione degli organi genitali femminili; riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, prostituzione minorile, pornografia minorile; omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
  • reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato;
  • delitti in materia di violazione del diritto d’autore;
  • delitti contro l’amministrazione della giustizia: induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria;
  • reati ambientali.

A carico dell’organo di vigilanza, una tale evenienza giustificherebbe l’esperimento dell’azione di responsabilità per danni espressamente contemplata dagli artt. 2393 e 2393 bis c.c.

I vantaggi dell’Attestazione TÜV InterCert – Group of TÜV Saarland

TÜV InterCert, avvalendosi del supporto tecnico-giuridico di professionisti della materia, è in grado di offrire alla clientela e a eventuali ulteriori società o enti, la possibilità di verificare la corretta implementazione del codice etico, del modello organizzativo e degli altri Sistemi di Gestione adottati o da adottarsi ai sensi della disciplina vigente in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, attestandone la conformità alla legge o segnalandone eventuali disallineamenti.

Inoltre, può mettere a disposizione un servizio di verifica periodica e di monitoraggio dell’osservanza del modello di organizzazione e di gestione applicati, attestandone la fedeltà alle norme vigenti.

Iter di Attestazione 231/2001

 L’iter di verifica messo a punto da TÜV InterCert prevede:

  • pre-audit (facoltativo);
  • formazione (obbligatoria) delle maestranze e degli organi apicali;
  • audit di attestazione (suddiviso in Stage 1 e Stage 2);
  • audit di sorveglianza annuale (nei due anni successivi);
  • Audit di rinnovo.

Le ispezioni sono condotte, tramite interviste al personale, osservazione diretta delle attività svolte, esame dei luoghi, documenti e registrazioni.

A compimento di ciascun step di verifica, TÜV InterCert stende una relazione di sintesi che attesta lo stato di attuazione dei requisiti di legge, evidenziandone eventuali disallineamenti.
A conclusione dell’iter, con riscontro di esito positivo, TÜV InterCert provvede al rilascio di un’attestazione di conformità, avente validità triennale.

Il documento – pur senza valore di certificazione – può essere utilizzato, in caso di accertamenti dell’autorità giudiziaria, per dimostrare come la società o l’ente abbia fedelmente adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del possibile fatto contestato, tutte le misure idonee a prevenire i reati presupposti e che l’organo di vigilanza abbia diligentemente assolto al suo specifico compito.

L’autorevolezza e l’indipendenza di TÜV InterCert investono l’attestazione di conformità del massimo rigore di riscontro dell’efficacia scriminante degli strumenti di volta in volta verificati.